Martedì 27 ottobre un saggio sul significato dell’estetica nella pianificazione urbana e sui costi, anche sociali e ambientali, di un luogo in cui tutto deve essere “bello“.
Il nostro è un tempo in cui ormai tutto si è estetizzato, dalla politica alla vita quotidiana filtrata dai social e data in pasto ai follower, di modo che possano prima invidiarci per poi subito provare a emularci. Ogni nostra esperienza deve essere a misura dell’immagine di noi stessi che vogliamo dare: i ristoranti in cui andiamo, le case che abitiamo, gli oggetti che possediamo sono costruiti per restituirci un’atmosfera che diventa parte integrante del nostro essere, e che contribuisce in larga misura a definirlo.
Siamo immersi in qualcosa che identifichiamo come realtà, ma che di fatto è irreale, completamente anestetizzata, fatta di spazi architettonici sapientemente costruiti per farci sentire al sicuro, protetti dalle ingiustizie e dalla violenza che invece sono sempre più presenti attorno a noi. È l’evoluzione estetica del capitalismo, guidata dall’imperativo morale per cui ciò che è bello deve essere anche buono e giusto. Un’evoluzione che è andata di pari passo con la sparizione del futuro come orizzonte di conflitto e cambiamento. E le città sono il laboratorio privilegiato attraverso cui osservare questa mutazione.
Dai nuovi quartieri pensati a misura di miliardari, sempre più simili ad asettici rendering, alle scritte sui muri che si trasformano in murales finanziati dalla fondazione bancaria; dai parchi in cui spariscono le panchine o si trasformano per non permettere di sdraiarsi o per diventare attrazioni turistiche, ai centri storici ormai svuotati dei loro abitanti. Per arrivare alle periferie, che sono sempre luoghi orrendi, pericolosi e abitati da barbari; e che vanno civilizzate magari con un bel design district. Giovanni Semi ci mostra, in queste pagine caustiche e precise, quello che sta succedendo alle nostre città (e quindi al nostro mondo), che non sono più nostre ma di chi le usa come bancomat. E ci spiega perché ciò che è bello per alcuni, per pochi, non è per niente buono e giusto per tutti gli altri.
“È il capitalismo, bellezza!” è un’opera di Giovanni Semi, sociologo che vive a Torino e si occupa di trasformazioni urbane, mutamento sociale e migrazioni.
Dialogano con l’autore Thomas Bendinelli, giornalista del Corriere della Sera Brescia.
Si inizia alle 18:45 in via della Posta 7, l’ingresso come sempre è libero e gratuito!
FALENE – Un bookclub autunnale con libri brevissimi Dopo il successo dell’edizione estiva, parte a settembre il nuovo bookclub a cura di Cristiana Kika Negroni, che ha come tema letture particolarmente brevi. Di seguito gli appuntamenti: Martedì 8 settembre – 20.00Ragazze squattrinate, Adelphi Martedì 20 ottobre – 20.00Tu, sanguinosa infanzia, Einaudi Martedì 10 novembre – […]
“Il potere delle idee: Gramsci tra passato e presente” avrà una seconda edizione in autunno! AGGIORNAMENTO: l’evento ha raggiunto la quota massima di iscrizioni. Dato il successo del nostro seminario su Gramsci, abbiamo deciso di proporre un bis autunnale, replicando con Elia Zaru le quattro lezioni per chi non è riuscito a iscriversi la prima […]
CHE COSA SIGNIFICA ABITARE Laboratorio di arpentage con Annalisa Romani.Sabato 7 novembre dalle 15.30 alle 19.00 (iscrizione obbligatoria) Che cosa significa abitare? Quali non-luoghi definiscono le nostre città? Tramite la pratica dell’arpentage proponiamo un laboratorio su “Lo spazio della casa” di Mona Chollet (Il Saggiatore) animato da Annalisa Romani. Quello dell’arpentage (dal francese arpent, “arpento”, […]
AVETE ROTTO L’ATOMO. IL LIBRO CHE NON TI FARÀ CAMBIARE IDEA SUL NUCLEARE Giovedì 5 novembre un ragionamento lucido sulla transizione energetica e le sfide per un futuro sostenibile. Siamo in un momento cruciale: tra obiettivi climatici ambiziosi e tensioni geopolitiche, il nucleare riemerge come tema decisivo e controverso. “Avete rotto l’atomo” (People publishing) ripercorre […]
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È il capitalismo, bellezza!
È IL CAPITALISMO, BELLEZZA!
Martedì 27 ottobre un saggio sul significato dell’estetica nella pianificazione urbana e sui costi, anche sociali e ambientali, di un luogo in cui tutto deve essere “bello“.
Il nostro è un tempo in cui ormai tutto si è estetizzato, dalla politica alla vita quotidiana filtrata dai social e data in pasto ai follower, di modo che possano prima invidiarci per poi subito provare a emularci. Ogni nostra esperienza deve essere a misura dell’immagine di noi stessi che vogliamo dare: i ristoranti in cui andiamo, le case che abitiamo, gli oggetti che possediamo sono costruiti per restituirci un’atmosfera che diventa parte integrante del nostro essere, e che contribuisce in larga misura a definirlo.
Siamo immersi in qualcosa che identifichiamo come realtà, ma che di fatto è irreale, completamente anestetizzata, fatta di spazi architettonici sapientemente costruiti per farci sentire al sicuro, protetti dalle ingiustizie e dalla violenza che invece sono sempre più presenti attorno a noi. È l’evoluzione estetica del capitalismo, guidata dall’imperativo morale per cui ciò che è bello deve essere anche buono e giusto. Un’evoluzione che è andata di pari passo con la sparizione del futuro come orizzonte di conflitto e cambiamento. E le città sono il laboratorio privilegiato attraverso cui osservare questa mutazione.
Dai nuovi quartieri pensati a misura di miliardari, sempre più simili ad asettici rendering, alle scritte sui muri che si trasformano in murales finanziati dalla fondazione bancaria; dai parchi in cui spariscono le panchine o si trasformano per non permettere di sdraiarsi o per diventare attrazioni turistiche, ai centri storici ormai svuotati dei loro abitanti. Per arrivare alle periferie, che sono sempre luoghi orrendi, pericolosi e abitati da barbari; e che vanno civilizzate magari con un bel design district. Giovanni Semi ci mostra, in queste pagine caustiche e precise, quello che sta succedendo alle nostre città (e quindi al nostro mondo), che non sono più nostre ma di chi le usa come bancomat. E ci spiega perché ciò che è bello per alcuni, per pochi, non è per niente buono e giusto per tutti gli altri.
“È il capitalismo, bellezza!” è un’opera di Giovanni Semi, sociologo che vive a Torino e si occupa di trasformazioni urbane, mutamento sociale e migrazioni.
Dialogano con l’autore Thomas Bendinelli, giornalista del Corriere della Sera Brescia.
Si inizia alle 18:45 in via della Posta 7, l’ingresso come sempre è libero e gratuito!
prossimi eventi
Falene Bookclub autunno
FALENE – Un bookclub autunnale con libri brevissimi Dopo il successo dell’edizione estiva, parte a settembre il nuovo bookclub a cura di Cristiana Kika Negroni, che ha come tema letture particolarmente brevi. Di seguito gli appuntamenti: Martedì 8 settembre – 20.00Ragazze squattrinate, Adelphi Martedì 20 ottobre – 20.00Tu, sanguinosa infanzia, Einaudi Martedì 10 novembre – […]
(SOLD OUT) Il potere delle idee: Gramsci tra passato e presente – Seconda edizione
“Il potere delle idee: Gramsci tra passato e presente” avrà una seconda edizione in autunno! AGGIORNAMENTO: l’evento ha raggiunto la quota massima di iscrizioni. Dato il successo del nostro seminario su Gramsci, abbiamo deciso di proporre un bis autunnale, replicando con Elia Zaru le quattro lezioni per chi non è riuscito a iscriversi la prima […]
Che cosa significa abitare
CHE COSA SIGNIFICA ABITARE Laboratorio di arpentage con Annalisa Romani.Sabato 7 novembre dalle 15.30 alle 19.00 (iscrizione obbligatoria) Che cosa significa abitare? Quali non-luoghi definiscono le nostre città? Tramite la pratica dell’arpentage proponiamo un laboratorio su “Lo spazio della casa” di Mona Chollet (Il Saggiatore) animato da Annalisa Romani. Quello dell’arpentage (dal francese arpent, “arpento”, […]
Avete rotto l’atomo
AVETE ROTTO L’ATOMO. IL LIBRO CHE NON TI FARÀ CAMBIARE IDEA SUL NUCLEARE Giovedì 5 novembre un ragionamento lucido sulla transizione energetica e le sfide per un futuro sostenibile. Siamo in un momento cruciale: tra obiettivi climatici ambiziosi e tensioni geopolitiche, il nucleare riemerge come tema decisivo e controverso. “Avete rotto l’atomo” (People publishing) ripercorre […]